ALPINISMO GIOVANILE

Educare alla montagna...condurre per mano dentro un mondo di stupore della natura...

 A.a.g. Dario Ferrandi
www.darioaag.it

AVVENTUROSI RICORDI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NICOLA IRVANO ENEA ERICA SERGIO SILVIA STEFANIA

Le nostre escursioni sono avventure, seppur modeste. E un’avventura non comincia quando si infilano gli scarponi, si carica lo zaino sulle spalle e ci si mette in cammino, ancora sonnolenti.

L’avventura è prima di tutto dentro di noi, con la voglia di scoprire nuovi luoghi, di provare nuove sensazioni, di respirare aria diversa, di fuggire verso una realtà parallela. Il mito di Ulisse ci rapisce e si impadronisce di noi, inesorabilmente.

E’ una malattia inguaribile che pervade mente e corpo. E’ una fame mai sazia, un desiderio mai esaudito, un sogno mai realizzato, un cammino senza fine, un traguardo mai raggiunto.

Un’avventura prende forma in un angolo della mente, si percepisce appena la sua presenza, è lì ancora latente. Ma lentamente la nebbia si dirada e il progetto diviene più preciso e definito. E’ come nuotare tranquillamente nel mare tropicale e immaginare che vicino a noi magnifici pesci ci seguono. Non li vediamo, ne ignoriamo forma e colore, ma se, trattenuto il respiro, mettiamo la testa sott’acqua e apriamo gli occhi, allora finalmente possiamo ammirare la loro bellezza.

La montagna con le interminabili creste, gli infiniti sentieri, le innumerevoli valli, le alte cime, la variopinta flora, la caparbia fauna, la magica neve, rappresenta il teatro ideale per un’avventura.

E allora si apre la cartina topografica, si trova un sentiero e lo si percorre mentalmente. La fantasia prende il sopravvento e si vaga fra fitti boschi, verdissimi prati, ripidi canaloni detritici e valichi inesplorati. Ma poi si è dolorosamente costretti a scegliere un itinerario più breve e preciso, della durata di una sola giornata di cammino; a volte però possiamo permetterci di trascorrere due giorni fra le montagne!

Finalmente arriva il tanto atteso giorno dell’escursione. Il paesaggio, fuori dal finestrino, muta piano piano e l’immaginazione cede il posto alla realtà. Iniziato il cammino ci tuffiamo in un altro mondo, regolato da proprie leggi, dove la natura è padrona. Sole accecante, bufera pungente, silenzio opprimente, tuono assordante sono solo alcuni elementi che si alternano repentinamente. Le forme di vita si sono adattate perfettamente a questo ambiente severo e apparentemente ostile, e anche noi fingiamo di essere parte di questo mondo misterioso e affascinante. La giornata trascorre troppo veloce e siamo costretti a tornare, a scendere a valle.

Ma un’avventura non finisce quando il corpo stanco si butta sul morbido sedile dell’auto. In un angolo della nostra memoria riposa il ricordo della giornata trascorsa. E’ come un animale caduto in letargo: ogni tanto si sveglia, mangia qualcosa e si riaddormenta. Così inspiegabilmente il ricordo a volte riaffiora e a chi, vedendoci assenti, ci chiede a cosa stiamo pensando, rispondiamo sorridendo: "A niente". E il ricordo nuovamente si addormenta.