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ALPINISMO
GIOVANILE
la
montagna svelata ai ragazzi...
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IL PROGETTO
EDUCATIVO DEL CAI
IL
PROGETTO EDUCATIVO
L'Alpinismo Giovanile ha lo scopo di aiutare il
giovane nella propria crescita umana, proponendogli l'ambiente montano per
vivere con gioia esperienze di formazione.
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Il Giovane
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è
il protagonista delle attività di Alpinismo Giovanile e pertanto
non si può' prescindere da una dimensione educativa. |
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L'Accompagnatore
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è
lo strumento tramite il quale si realizza il progetto educativo
dell'Alpinismo Giovanile. |
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Il Gruppo
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come
nucleo sociale,è il campo di azione per l'attività educativa; le
dinamiche che vi interagiscono devono orientare le aspirazioni del
giovane verso una vita autentica attraverso un genuino contatto con la
natura. |
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L'Attività
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con
cui si realizzano questi intendimenti è essenzialmente,
l'escursionismo di montagna finalizzato verso obiettivi didattici
programmati inteso inteso come recupero della dimensione del
camminare nel rispetto dell'ambiente geografico (naturale e umano). |
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Il Metodo
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di
intervento si basa sul coinvolgimento del giovane in attività
divertenti stabilendo con lui un rapporto costruttivo secondo le regole
dell'imparare facendo. |
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L'Uniformità
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operativa
delle Sezioni nell'ambito dell'Alpinismo Giovanile è presupposto
indispensabile perchè si possa realizzare il progetto educativo del
Club Alpino Italiano. |
I TEMI DEL METODO
APPLICATIVO
Il Giovane
Il protagonista è
esclusivamente il giovane. Tutti gli interventi degli adulti devono essere
finalizzati ad esso nella consapevolezza di instaurare così un rapporto
dialettico tramite il qua-le il giovane possa trovare elementi di maturazione
nel confronto costruttivo e sereno con l'adulto, visto come modello positivo
di vita.
Nella situazione attuale si
prendono in considerazione giovani dall'inizio della fase di socializzazione ed
indipendenza fino al completamento del processo si maturazione dell'adolescenza
con una articolazione operativa secondo le tre classiche fasce di età: 8/11,
11/14, 14/17 anni.
I termini di passaggio tra le
tre fasce presentano volutamente sovrapposizioni di età. Si intende lasciare
all'esperienza degli accompagnatori una scelta oculata del corretto inserimento
del giovane valutandone il livello di maturità.
Si sottolinea la necessità di approfondire
la conoscenza del giovane con particolare riguardo al processo evolutivo
nell'arco dei dieci anni presi in considerazione ad alla complessità della sua
personalità.
In proposito vedi il volumetto
per Accompagnatori il giovane con noi della Commissione Alpinismo
Giovanile del CAI o altri testi specifici.
Un costante rapporto di collaborazione
con la famiglia e con gli altri educatori o strutture educative (scuole, comunità
locali, ecc.)è indispensabile per una migliore conoscenza del giovane e per
creare attorno a lui un clima di uniformità e collaborazione che rafforzi la
sua fiducia e sicurezza.
L'Accompagnatore
Come definito dall'art. 3 del
Regolamento degli Accompagnatori approvato dal Consiglio Centrale il 30 novembre
1985, l'Accompagnatore deve possedere:
-
capacità tecnico/alpinistiche
tali da garantire la massima sicurezza in montagna anche in situazioni di
emergenza;
-
conoscenze generali di
base per poter frequentare responsabilmente la montagna nel pieno ed
attivo rispetto dell'ambiente;
-
attitudini organizzative,
didattiche ed educative tali da consentire un corretto e proficuo
rapporto con i giovani.
Ogni norma relativa
all'Accompagnatore di AG è contenuta nel sopraindicato Regolamento ed in
eventuali ulteriori disposizioni impartite dalla Sede Legale del CAI.
Gli obiettivi che
l'Accompagnatore deve porsi verso i giovani nello sviluppo del proprio lavoro
sono:
-
crescita umana del
giovane tramite il contatto con l'ambiente montano e l'esperienza di
gruppo ;
-
formazione culturale di
base;
-
cognizioni tecniche di
base per la sicurezza;
-
ampiezza delle proposte
per una scelta consapevole;
-
opportunità formative
per aiu-tare il giovane nella propria ricerca dell'autonomia sia come
uomo sia come alpinista.
E' inteso che ciascun operatore
giovanile del Club Alpino Italiano, indipendentemente dalla propria qualifica
ufficiale,è tenuto a possedere i requisiti previsti ed a perseguire gli
obiettivi indicati.
Il Gruppo
Il "Gruppo" (inteso
come termine tecnico dell'Alpinismo Giovanile)è il nucleo sociale costituito
dai giovani e dai loro accompagnatori.
Il "Gruppo" è gestito
dalla "Commissione Sezionale di AG" costituita dagli
accompagnatori (intesi come Accompagnatori Nazionali, Accompagnatori, operatori)
che abbiano i requisiti necessari. Tale Commissione è coordinata dal suo
Presidente che ha anche il compito di ripartire gli incarichi secondo le
necessità ed attitudini, nello spirito di cooperazione e compartecipazione. Il
"Gruppo" rappresenta l'elemento indispensabile affinchè si
svolga attività educativa. Ciò' per le dinamiche che ne nascono sia
spontaneamente sia guidate dagli accompagnatori. Per "dinamiche"
si intendono tutte le relazioni che costituiscono il tessuto sociale tra giovani
stessi e tra l'accompagnatore ed il giovane. Hanno la finalità di ampliarne le
rispettive esperienze di formazione.
è indispensabile che il
"Gruppo" si rinsaldi ed arricchisca:è auspicabile che cio' avvenga
tramite esperienze comuni, gratificanti e continuative, svol-te nell'arco
di più anni (ad esempio almeno 2 o 3 anni); in tal modo solitamente emergono i
leader naturali sui quali si può' far leva discretamente quali elementi
trainanti del gruppo stesso. Tutto questo è ovviamente compito
dell'accompagnatore.
Facendo riferimento alle più
diffuse teorie della pedagogia applicata, sul piano organizzativo il
"Gruppo" sarà composto da un numero ottimale oscillante tra i 18 e i
36 giovani seguiti da un numero di accompagnatori in rapporto di 6 a 1,
più un Accompagnatore coordinatore. Tale rapporto deve intendersi variabile in
relazione alle necessità tecnico/alpinistiche, didattiche o educative.
Resta inteso che l'articolazione
operativa sarà strutturata abbinando momenti di attività comune ad altri più
consoni ai bisogni delle diverse età.
Ogni Sezione che opera
nell'ambito dell'AG dovrebbe adoperarsi per raggiungere un numero minimo di 18
iscritti all'attività al fine di permettere un lavoro più efficace.
A tale proposito è auspicabile
che, come già avviene in alcuni casi, sezioni limitrofe si consorzino per avere
un organico di accompagnatori e un numero di giovani più adeguato alle esigenze
dell'AG.
Al contrario, le sezioni che
accolgono un numero di giovani decisamente superiore ai 36 indicati dovranno
predisporre una struttura organizzativa tale da permettere una suddivisione in
"sottogruppi". Tali sottogruppi, costituiti col criterio
dell'omogeneità per fasce di età come già enunciato precedentemente
(8/11-11/14-14/18), dovranno agire indipendentemente ed avere ciascuno un
proprio Accompagnatore responsabile.
Si puntualizza qui l'esigenza
che il presidente della Commissione sezionale vigili affinchè i sottogruppi
realizzino attività indipendenti, ma coordinate fra loro, e crei periodicamente
momenti di incontro e interazione fra i sottogruppi stessi.
E' auspicabile che ogni Gruppo o
sottogruppo sia ulteriormente suddiviso in nuclei di circa 6 giovani guidati da
un ragazzo più anziano ed esperto nelle specifiche attività. Ciò al fine di
rispondere alle esigenze di coinvolgimento, responsabilità ed organicità
proprie della scuola attiva. La formazione di tali nuclei, che agiscono
con la coordinazione e sotto la stretta sorveglianza degli accompagnatori, sarà
stabilita di volta in volta in relazione alle differenti tematiche culturali e
tecniche proprie delle singole attività.
Non sono autorizzati simboli
ufficiali diversi da quelli previsti dalla Sede Legale del CAI.
Le Attività
Si considerano suddivise in
"promozionali" (all'esterno del sodalizio, nelle scuole, ecc.)
e "proprie dell'Alpinismo Giovanile" (all'interno del
sodalizio, attuate con i "Gruppi" sezionali).
Le attività promozionali
possono essere indirizzate al conseguimento di finalità sia associazionistiche
(difesa dell'immagine del CAI, acquisizione di autorevolezza, propaganda
istituzionale, ecc.) sia sociali (educazione ambientale, assistenza a gite
scolastiche, proiezioni, conferenze, ecc.).
Nel rapporto con la scuola,
l'Alpinismo Giovanile del CAI deve proporsi come agente formativo e come
qualificato supporto alle attività definite di "integrazione ai programmi
curricolari" stabilendo comuni finalità ed obiettivi da raggiungere
soprattutto con attività all'aria aperta, in montagna.
Tali attività non esauriscono
il Progetto Educativo del CAI ma ne costituiscono un aspetto complementare e non
trascurabile: vanno sostenute perchè offrono l'opportunità di raggiungere e
motivare molti giovani, le loro famiglie e l'istituzione scolastica.
Le attività proprie
dell'Alpinismo Giovanile, svolte cioè all'interno del CAI, non possono
prescindere dall'escursionismo di montagna che deve essere l'attività
prevalente. L'escursionismo deve però essere affiancato da esperienze
nelle altre attività, comprese quelle contemplate negli scopi sociali del
Club Alpino Italiano: ludiche, ricreative, ginnico-sportive, orientamento,
trekking, speleologia, sci, sci-alpinismo, sci fondo escursionistico, servizio
di recupero e tutela ambientale, ricerche naturalistiche ed etnografiche,
semplici ascensioni ed arrampicate con utilizzo degli attrezzi specifici,
eventuali altre valide proposte nuove, supportate, ove necessario, da esperti
nelle specifiche discipline.
E' importante che i ragazzi
conoscano con osservazione ed esperienza diretta tali attività affinchè
da adulti siano in grado di scegliere quelle loro più confacenti.
L'attività dell'Alpinismo
Giovanile viene soprattutto sviluppata in Corsi organici. Per Corso si
intende un insieme di almeno 4 uscite rivolte al medesimo Gruppo o sottogruppo, finalizzate
ad obiettivi didattici, programmate opportunamente e supportate da incontri
in sede con i giovani. Ogni Corso può essere monografico oppure svilupparsi su
più filoni tematici.
Ovviamente il tipo di intervento
nell'ambito dei corsi viene diversificato in relazione alle caratteristiche
tipiche della fascia di età cui si rivolge.
Occorre altresì prevedere
sempre, indipendentemente dalle fasce di età, un Corso di base per i
neofiti, articolato su più argomenti, allo scopo di avvicinare con gradualità
i ragazzi ai primi rudimenti di corretto comportamento in montagna.
Il complesso delle attività
dovrebbe svilupparsi nell'arco dell'anno per mettere i ragazzi nelle condizioni
di cogliere e far proprio lo scenario montano nella sua interezza e complessità
e soprattutto creare i presupposti per un rapporto più saldo nell'ambito del
gruppo.
Ogni attività deve contemplare,
come obiettivo educativo di fondo, la sensibilizzazione ad un corretto rapporto
con l'ambiente geografico naturale e con le civiltà montane al fine di formare
i giovani ad una mentalità che considera essenziale l'uomo che vive in armonia
con l'ambiente.
Gli aspetti fondamentali
delle attività sono quelli sociale (derivante dalla vita comunitaria con
i coetanei ed accompagnatori), sportivo (inteso come forme di
esercitazioni ludo-motorie), culturale (approfon-dimento delle conoscenze
della montagna in ogni suo aspetto), for-mativo (ricerca dell'autonomia
sia come uomo sia come alpinista).
Non va neppure dimenticato che,
pur proponendo attività per il gruppo, dobbiamo sempre pensare alla formazione
del singolo: si parte cioè dal gruppo per arrivare alla persona.
Il coinvolgimento dei
genitori assume importanza di carattere sia promozionale (per
l'influenza che il genitore esercita sul giovane) sia informativo
(conoscenza delle attività svolte all'interno della sezione).
Resta inteso che il rapporto
tra accompagnatori e genitori deve svilupparsi nel rispetto dei reciproci ruoli.
Il Metodo
Presupposto essenziale del
metodo è lo spontaneo interesse dei giovani verso la natura che viene
utilizzato quale perno per coinvolgerli, nell'ambiente montano incontaminato, in
attività che li aiutano a recuperare la dimensione umana nei suoi bisogni e
valori essenziali e ad individuare un modello di uomo verso cui è teso il
nostro operare.
L'intervento nell'ambito
dell'Alpinismo Giovanile si basa sui moderni criteri educativi del coinvolgimento
ed impone un responsabile ed attivo rapporto col giovane mediante la ricerca del
dialogo, il contatto costruttivo, la capacità di comprenderne e condividerne
con disponibilità i problemi, l'instaurazione di un clima sereno, dinamico
creativo e gioioso.
Il coinvolgimento consente al
giovane di soddisfare il bisogno di sentirsi parte integrante della realtà che
lo circonda (il "Gruppo") e di sviluppare predisposizione e senso di
responsabilità con la fattiva partecipazione ad attività adeguate.
La vita nell'ambiente montano
offre le più stimolanti occasioni di coinvolgimento ed è l'ideale per svolgere
in libertà attività motorie nello spirito dell'avventura, col fascino
dell'esplorazione e lo sviluppo delle capacità manuali, creative e di
osservazione.
Giocare ad andare in montagna
è il recupero della dimensione ludica come metodo educativo finalizzato
all'apprendimento:è essenziale per instaurare un costruttivo rapporto di
coinvolgimento del giovane.
Per quanto concerne la
metodologia sviluppata dalla "scuola attiva" si fa riferimento ai
contenuti del volumetto per Accompagnatori "Il giovane con noi" della
CCAG o altri testi specifici.
L'Uniformità
L'immagine del Club Alpino
Italiano e la credibilità del suo Progetto Educativo sono funzione dell'uniformità
operativa delle Sezioni che, pur nel principio della loro autonomia, devono
evitare posizioni contraddittorie e tendenze dissociative.
Le attività sezionali sono
coordinate dagli OTP organi tecnici periferici (Commissioni
Interregionali di AG) strettamente dipendenti dal competente OTC organo
tecnico centrale (Commissione Centrale AG) che assume un effettivo potere di
indirizzo e controllo.
La Commissione Centrale di
Alpinismo Giovanile (CCAG), in accordo con le disposizioni del Consiglio
Centrale, ha l'onere di proporre e promuovere tutte le iniziative necessarie
affinchè si possa realizzare il Progetto Educativo del Club Alpino Italiano.
Quanto realizzato dall'Alpinismo
Giovanile dovrà essere proseguito da altre strutture del CAI che si adoperino
per garantire, al giovane che ha superato i 17 anni, continuità di intenti in
armonia con i principi del Progetto Educativo.
Nella consapevolezza dell'enorme
qualità di lavoro educativo e scien-tifico svolto da altri, il presente
documento non vuole essere esaustivo della problematica giovanile, bensì
promuovere negli Accompagnatori e nelle strutture preposte atteggiamenti di ricerca
e di confronto durante la fase applicativa degli enunciati teorici del
Progetto Educativo del Club Alpino Italiano.
CIRCOLARE 6/89
Interpretazione dei termini
"essenzialmente... camminare" contenuti nel Progetto Educativo.
L'interpretazione dei termini "essenzialmente...
camminare" riportati alla voce "Le attività" del Progetto
Educativo approvato dal Consiglio Centrale del 23 aprile 1988, deve intendersi
come generalizzazione di ogni attività motoria nel contesto dell'ambiente
montano.
Sono quindi comprese, oltre alle
attività tipicamente escursionistiche, tutte le iniziative atte a consentire il
corretto approccio del giovane alle tecniche più specializzate proprie
delle attività contemplate nello Statuto e nel Regolamento del Club Alpino.
LINEE
PROGRAMMATICHE DI ASSETTO
Approvate dal Consiglio centrale il 25
gennaio 1992
Le Linee programmatiche
d'assetto costituiscono il documento fondamentale dell'organizzazione del
settore giovanile del CAI.
In premessa viene ricordato il
"ruolo tecnico e culturale primario finalizzato all'educazione
alpinistica, alla prevenzione degli infortuni e ad una migliore conoscenza
dell'ambiente montano da svolgere a favore dei soci del CAI e dei non
soci" che viene affidato alle Scuole di Alpinismo e di Scialpinismo e
all'Alpinismo Giovanile.
Di seguito vengono elencati i
vari livelli di accompagnatori e vengono definiti i ruoli, i compiti ed i
criteri di nomina degli Organi centrali e degli Organi periferici.
Infine vengono normati i corsi
giovanili, che debbono svolgersi secondo i criteri stabiliti dalla CCAG ed
essere autorizzati con nulla osta degli Organi tecnici.
La successiva circolare 8/92,
dal titolo "Adempimenti amministrativi e organizzativi per corsi di
Alpinismo Giovanile e per vidimazione libretti e tessere accompagnatori"
stabilisce le modalità procedurali.
La recente circolare 1/97
regola i corsi giovanili, ne stabilisce i criteri di classificazione, di
direzione e di autorizzazione, e indica i contenuti da sviluppare nei vari tipi
di corso.
IL PROGETTO per
la SCUOLA
Il progetto-scuola del Club
alpino italiano ha lo scopo di offrire ai giovani opportunità formative nella
scuola attraverso una collaborazione con l'istituzione scolastica e le famiglie.
Propone la montagna come laboratorio nel quale realizzare, mediante una
progettazione integrata, le comuni finalità di crescita umana e di consapevole,
armonioso e costruttivo rapporto con l'ambiente.
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Lo Studente
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è
il protagonista delle attività formative. |
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Il Gruppo-classe
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come
nucleo sociale,è il campo di azione per l'attività formativa; le
dinamiche che vi interagiscono devono favorire l'orientamento del
giovane verso una vita autentica attraverso la conoscenza ed il genuino
contatto con la natura. |
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L'Insegnante e l'Accompagnatore
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in
stretta collaborazione e nel rispetto dei reciproci ruoli, sono i
principali strumenti tramite i quali si realizza il progetto. |
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La Famiglia
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è
l'ambito educativo primario con il quale condividere i valori
formativi. |
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Le Attività
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organicamente
inserite nella programmazione educativo-didattica prevedono momenti
integrati di conoscenza e di esperienza diretta con la montagna
finalizzati alla formazione del giovane. |
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Il Metodo
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di
intervento coinvolge il giovane in attività creative di
apprendimento e trae la sua origine dai rapporti costruttivi che
emergono nel gruppo, secondo le regole dell'imparare facendo. |
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I Mezzi operativi
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derivano
dalla conoscenza e dalla padronanza delle tecniche già
sperimentate in ambito educativo, scientifico ed alpinistico, e tengono
conto delle loro evoluzioni ed innovazioni. |
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La Verifica
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va
effettuata con attività specifiche attraverso le quali riscontrare
l'acquisizione degli obiettivi di apprendimento e di
comportamento programmati. |
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L'Uniformità
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operativa
delle strutture del Club alpino italiano è il presupposto
indispensabile per la realizzazione del progetto-scuola. |
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